Di castello in castello, tra Guelfi e Ghibellini

  • CASTELLO DELLA FIORAIA

Ben visibile dalla SR Umbro Casentinese in località Castelnuovo di Subbiano. Si hanno notizie, come luogo fortificato, a partire dal 1022. Conquistato e distrutto nel 1130 e nel 1170, fu ricostruito dal nobile Simone della Fioraia nel XV sec. come casa signorile. Ancora oggi sono ben visibili i segni dell’epoca rinascimentale, tra cui ricordiamo la Cappella affrescata nel ‘500 da un allievo di don Agnolo di Lorentino. La scala nel cortile, la loggia ed altri interventi sono di epoca tardo ottocentesca. Interessante il maschio provvisto di beccatelli, merli e caditoie.

Info: 0575.420450

  • CASTELLO DI VALENZANO

Dopo Subbiano, risalendo la SR 71, all’altezza di Calbenzano si prende la strada a destra che raggiunge il castello di Valenzano. Appartenuto agli Ubertini, fu interamente ricostruito a partire dal 1870 in stile neogotico e neoromanico ispirato all’architettura medievale senese. Pur non mantenendo niente della struttura originaria medievale, l’impatto che suscita sul visitatore è sicuramente suggestivo.

Info: 0575.420450

  • CASTEL FOCOGNANO

Si raggiunge attraversando il ponte sull’Arno dall’abitato di Rassina. Costruito nella prima metà dell’XI sec.. Strappato agli Ubertini, dal 1404 fino al 1778 fu sede della Podesteria fiorentina. Dell’antica costruzione resta una bella torre poligonale con sette lati.

  • CASTELLO DI CHITIGNANO

Sulla strada che conduce al paese, appartenne alla famiglia degli Ubertini assieme all’adiacente Podesteria, costituita dalla Repubblica Fiorentina dopo il 1402. Della parte più antica restano visibili, in tutto il loro fascino, il corpo di guardia, con una grande volta a botte, la sala della giustizia con soffitto a cassettoni, un piccolo campanile a vela e un’angusta corte.

Apertura su prenotazione 347.6004815

  • CASTELLO DI GRESSA

A circa 1 km da Bibbiena, sulla strada per La Verna, si imbocca sulla sinistra la stradina che indica la località. Il turista che percorre a piedi, nel periodo primaverile-estivo, la via d’accesso al castello, può godere del profumo e dei colori delle ginestre e della lavanda e, una volta arrivato, ammirare il panorama sulla vallata. Questo castello, ancora lontano dalle mete turistiche più frequentate, un tempo proprietà del Vescovo di Arezzo, è menzionato già in documenti dell’XI sec.. Era composto da: due cinte murarie, il borgo, la chiesa, il cassero con la torre. Attualmente sono visitabili  il borgo, l’ingresso al recinto interno e una parte delle mura. I resti del cassero con portale di accesso sono visibili solo dall’esterno; la chiesa  e la vecchia dimora episcopale sono visitabili su prenotazione.

Info: Sig. Dini 0575.594610

  • CASTELLO DI POPPI

Posto alla sommità della collina a dominio del borgo anch’esso cinto di mura. La costruzione originaria è identificata nell’attuale Torre quadrata anteriore al 1191. Nel 1274 il Conte Simone da Battifolle trasformò il luogo fortificato in palazzo residenziale divenendo una delle principali corti dei Conti Guidi. Dal 1440 fu sede del Vicariato sotto il dominio fiorentino. Le sovrapposizioni architettoniche non hanno alterato la forma originaria,  realizzata da Lapo o Arnolfo di Cambio e presa ad esempio per la costruzione di Palazzo Vecchio in Firenze. Il complesso castellano, tra i meglio conservati della regione, offre al turista molti spunti di visita: il cortile con stemmi delle famiglie dei Vicari, gli ambienti dell’antica dimora, i ballatoi di legno, le prigioni, il plastico della battaglia di Campaldino, il Salone delle feste, la Cappella con affreschi di Taddeo Gaddi (XIV sec.), la Torre, la Biblioteca Rilliana con un enorme patrimonio di manoscritti, incunaboli  e libri, importanti fonti di documentazione storica sul Casentino e sulla Toscana. Sul lato opposto del castello la misteriosa Torre dei Diavoli con tanto di fantasma e leggenda. Recenti scavi attestano la presenza di un abitato etrusco del V secolo a.C. sul campo franco antistante il palazzo.

Orario di apertura: inverno da gio. a dom. 10.00-12.30/ 14.30-17.30; estate 10.00-19.00 Info: 0575.520516

  • CASTEL SAN NICCOLO’

Domina la valle del Solano, raggiungibile da Strada anche attraverso l’antica mulattiera a forma di M, dedicata alla contessa Matilde di Canossa. La prima immagine che appare agli occhi del visitatore è la Torre dell’orologio, per molto tempo unico segnale dello scandire del tempo per il contado. Si tratta di un luogo particolarissimo, nel quale possiamo ritrovare, ben conservato, i sistemi di fortificazione e di costruzione tipici del Medioevo, indici dell’assetto politico ed economico del sistema feudale: il Castello sec. XII – XIII (residenza fortificata con torre, parte residenziale, cortile, cisterna), il borgo fortificato con la chiesa e, superato il ponte, l’antico mercatale di Strada. Apertura su richiesta:

Sig. Biondi 0575.572961

  • CASTELLO DI ROMENA 

Usciti dall’abitato di Pratovecchio, oltrepassato il fiume Arno si prosegue sulla strada che conduce ai ruderi del Castello, la cui presenza è attestata fin dal 1008, sotto la signoria del conte Guido Alberto dei Marchesi di Spoleto. Divenne dal 1125 uno dei più importanti possedimenti dei conti Guidi. Il castello aveva due cerchie di mura spesse un metro, all’apice sud di quella più esterna si trova la celebre Fonte Branda. Restano visibili il cassero, la torre della prigione e la Porta Gioiosa.

  • CASTELLO DI PORCIANO

E’ raggiungibile percorrendo la strada per il Mugello dall’abitato di Stia. Raro esempio di casa torre è stato recuperato agli inizi del ’900 per iniziativa privata. Fu corte della famiglia dei Guidi fin dai primi anni del Mille. Oggi sono visibili: il torrione, che è il più grande dei castelli casentinesi ed ospita un interessante museo di reperti medievali; il campo franco con il pozzo; i resti delle torri della cinta e due porte d’ingresso, una delle quali conduce al paese tutt’ora abitato.

Apertura: Domenica e Festivi: 10.00-12.00; 16.00-19.00 Info: Sig.ra Specht Corsi 055.400517 – 329.0209258

Luoghi di Culto del Casentino

  • CAMALDOLI

E’ la casa madre dell’Ordine Camaldolese, qui fondato da San Romualdo nell’anno 1012. Inserito nella monumentale foresta di abeti, si divide nell’ Eremo (1111 mt. s.l.m.) e nel Monastero (814 mt s.l.m.). Quest’ultimo (XI – XVI sec.) è composto: dall’archicenobio del Monastero, dalla Chiesa, al cui interno sono conservati i dipinti di Giorgio Vasari, dall’Antica Farmacia con laboratorio galenico e dalla Foresteria, tra cui spicca il Chiostro di Maldolo. Si  può raggiungere poi la casa forestale di Metaleto per vedere il secolare Castagno Miraglia, che misura alla base del tronco cavo circa 11 mt. Da qui si sale verso il Sacro Eremo, dove una cinta muraria racchiude l’insieme delle celle dei monaci di clausura. Oltrepassato il portone d’ingresso, sulla destra, è visibile la chiesa, dalla facciata in barocco  napoletano, con due campanili, al cui interno si trova la sala capitolare. Alla prima consacrazione della chiesa, avvenuta nel 1220, presenziò San Francesco d’Assisi. Sul lato opposto si raggiunge la cella di San Romualdo con il letto, lo studiolo, il caminetto, la cappella e il piccolo orto. L’intuizione avuta dal Santo di separare le attività cenobitiche da quelle eremitiche ha dato vita ad un’esperienza di monachesimo che si protrae in modo vitale da mille anni. Ancora oggi Camaldoli è luogo di studi con convegni e incontri su temi di attualità.

Info: 0575.556012

 

  • SANTUARIO DELLA VERNA

Centro spirituale ove San Francesco d’Assisi, nel 1224, ricevette le Sacre Stimmate sul “crudo sasso” celebrato da Dante Alighieri. Si erge sul contrafforte appenninico nel comune di Chiusi della Verna, tra Bibbiena e Caprese Michelangelo. La storia ha inizio nel 1213 per la donazione del luogo al Santo dal Conte di Chiusi Orlando Catani. Le notevoli opere artistiche ed architettoniche del Santuario (XIII – XVI sec.) contribuiscono ad arricchire l’atmosfera palpabile dell’esperienza francescana. Vi si può accedere dalla tortuosa e lastricata via della Beccia, così come facevano a piedi i pellegrini, oppure in auto fino al parcheggio. All’interno della Basilica di Santa Maria Assunta o chiesa maggiore sono visibili i capolavori di Andrea della Robbia, tra cui La Natività e l’Annunciazione, e il Coro con il grandioso organo a 5.000 voci, 4 tastiere e 72 registri dove ogni estate si esibiscono musicisti di fama internazionale. L’itinerario continua dal piazzale detto il Quadrante verso i luoghi principali della vita di San Francesco: il Corridoio delle Stimmate da cui si accede alla grotta con il Letto del Santo e alle Cappelle, il Sasso Spicco, la piccola Chiesa di S. Maria degli Angeli, le quattrocentesche sale del Museo con corali miniati, oggetti dell’antica farmacia, del laboratorio di spezieria, oggetti d’arte sacra e l’enorme “foco comune”. Per completare la visita suggeriamo di salire al Monte Penna seguendo un percorso di trenta minuti immerso nella maestosa foresta di abeti, residuo appenninico dell’ultima glaciazione. Il panorama che si può godere dalla vetta vale la fatica della passeggiata.

Info: 0575.5341

 

 

Caricamento mappa...

Caricamento